lunedì 15 ottobre 2007

Blog Action Day!


E' giunto il giorno dell'azione, ed io ho preso l'impegno di parlare di ecologia nel mio blog. Un argomento molto serio, soprattutto se devi scrivere un articolo mentre sei in sala montaggio dalle 06:30 del mattino, come me oggi!

Ieri, ho iniziato a pensare a cosa avrei potuto scrivere sull'ecologia, e mi sono ricordata di un articolo che avevo scritto qualche anno fa su una rivista, quando volevo ancora fare la giornalista, ed avevo fatto una lunga ricerca sugli OGM. Avevo anche pensato di riciclare il pezzo, e togliermi così dall'imbarazzo di dover scrivere qualcosa di nuovo, ma ora so una cosa che all'epoca non conoscevo, ossia che spingere verso l'acquisto del biologico, equivale a spingere verso la produzione di alimenti geneticamente modificati. Come è possibile vi chiederete, è possibile, anzi è semplicissimo: la maggiore azienda al mondo che produce, distribuisce e vende biologico certificato è la Monsanto, che guarda caso è anche l'azienda che sperimenta e produce mais transgenico ed altre delizie OGM. Bel paradosso vero? e questo vuol semplicemente dire che se si compra biologico nella grande distribuzione (e si perde quindi il controllo della proprietà del marchio, grazie al famoso giochino delle scatole cinesi) si sovvenzionano anche le sperimentazioni e le coltivazioni OGM.


Ma vorrei parlare di un altro tipo di ecologia, ossia dell'ecologia dell'Informazione. Vorrei infatti sapere come mai su Google, il motore di ricerca più potente ed utilizzato e sostenitore dell'Action Day, se si digita la chiave di ricerca "aziende ogm" escono soltanto le aziende ogm free (che non è quello che io ho chiesto). In rete ci sono milioni di documenti che spiegano cosa sono gli OGM, e gli effetti di questi alimenti sui topi di laboratorio. Milioni di documenti, anche molto tecnici, che spiegano come vengono studiati e realizzati gli alimenti OGM, ed i rischi di contaminazione da polline. Milioni di documenti sulle aziende OGM Free, e non un solo documento sulle aziende che invece producono OGM. per sapere se un'azienda sperimenta cibi geneticamente modificati, devi conoscere già il nome di quell'azienda e cercare quindi direttamente il suo sito . In rete, come nel mondo reale, si parla del peccato, ma è vietato parlare del peccatore. Cento milioni di pagine web che ti spiegano cosa sono gli ogm ed i pericoli, veri o presunti per la salute. Liste infinite di aziende che non usano OGM, e non una sola pagina su quali sono le aziende che invece sperimentano e vendono prodotti geneticamente modificati. Oddio, questa pagina poi ci sarà, ma a che livello? Quante pagine una persona normale deve scorrere prima di arrivare a questa famosa lista? Quanto tempo deve avere a disposizione prima di riuscire ad avere l'informazione che cercava?


Visto che il mondo reale è già molto sporco, sarebbe bello iniziare con il tenere pulito almeno quello virtuale, e per pulito intendo etico!!


Felice Blog Action Day a tutti (anche a Google)!



1 commento:

Gourmet ha detto...

Anche a te cara!! Grazie!!
Dovrò pensarci anche io, ma sono rimasta senza adsl e riuscire a postare è un'impresa!
;-***
Iltoccodizenzero