giovedì 16 maggio 2013

Pollo al green curry con melanzane e zucchine

Questo è un piatto dal gusto forte e deciso, che mangiavo ogni giorno in Thailandia. Devo subito anticipare che il green curry è una pasta aromatica e piccantissima, tipica della cucina thai e malese, che non ha nulla in comune con il curry in polvere indiano. Il nome green, verde, è dato proprio dal colore della pasta,  che è per l'appunto di un verde intenso. Normalmente la pasta tradizionale di green curry viene realizzata pestando al mortaio (rigorosamente a mano, proprio come il nostro pesto alla genovese per capirici) le seguenti spezie: peperoncini verdi (sia dolci che piccanti), aglio, scalogno, dei rizomi di galangal (è un tipo di zenzero) bastoncini di lemongrass, buccia di kaffir lime, coriandolo fresco, semi di cumino,  pepe bianco, pasta di gamberi (o salsa di gamberi) e sale. Alla fine si ottiene una pasta molto aromatica e piccante, che normalmente viene "stemperata" in fase di preparazione della ricetta finale con del buon latte di cocco.

Ma vediamo come preparare questo piatto (dando per assodato che troviate il green curry già pronto, ma se volete proprio fare tutto in casa, ora cerco le dispense del corso di cucina Thai che ho fatto a Chan May e pubblico al ricetta per fare questo curry in casa, con tutte le proporzioni dettagliate).

Pollo al green curry con melanzane e zucchine









300 gr di petto di pollo

3 zucchine

2 melanzane

1 rizoma di zenzero

1 cipollotto

1 spicchio di aglio

1/2 litro di latte di cocco

Olio extravergine di oliva q.b.

Pasta green curry q.b.

Riso basmati a piacere.



Come prima cosa lavo il riso e poi lo metto a lessare con il doppio di acqua del suo volume.

Poi taglio a pezzetti tutti gli ingredienti e li salto nel wok con un po' di olio. Quando è tutto ben rosolato e quasi cotto, aggiungo il latte di cocco e la pasta di curry. Termino la cottura e servo caldo accompagnando con abbondante riso bianco per stemperare il piccante. Per i vegetariani si puo' sostituire il pollo con il tofu naturale.

giovedì 9 maggio 2013

Crostata con uova di struzzo


Domenica scorsa, siamo stati invitati ad una festa in una  fattoria  per il compleanno di un bimbo. E' stato un pomeriggio bellissimo, in compagnia di tanti bambini e genitori, ed ovviamente tanti animali. Il mio piccolo è impazzito per le mucche ed i "mucchelli", ma devo dire che è rimasto ad ascoltare affascinato le spiegazioni su ogni animale. Da parte mia, il momento più divertente è stato quando abbiamo preparato la crostata con un uovo di struzzo.




L'uovo di struzzo è di fatto l'uovo più grande esistente in natura, parte da un peso base di circa 800 gr per arrivare anche a 1.500 gr. Ogni singolo uovo di struzzo equivale a circa 20-23 uova di gallina, e da ricerche effettuate ho scoperto che dal puto di vista nutrizionale ha un basso contenuto di colesterolo, una grande digeribilità ed un alto valore proteico. Il sapore, e lo dico perché l'ho assaggiato, è praticamente uguale a quello di gallina (al contrario della carne che è invece completamente diversa e con un forte sentore Foxy, ovvero selvaggio). Ovviaemtne al cosa divertente è stato rompere il guscio con il trapano, ed impastare tutti insieme una quantità spaventosa di farina, burro, zucchero, buccia di limone per un solo uovo!
Visto che il mio bimbo è appassionato di dinosauri, e vedendo documentari con lui ho scoperto che gli uccelli sono i diretti discendenti dei dinosauri, devo dire che ho guardato con vivo interesse sia le giovani "struzze" presenti in fattoria sia l'uovo, che aveva davvero un certo non so chè di preistorico!
Mi ricordo che  quando, qualche anno fa, si  iniziò a vendere  in Italia la carne di struzzo, le uova non erano ancora state concesse per l'alimentazione umana, ed ora, a distanza di anni  mi ha davvero divertita  poter fare questa pasta frolla gigantesca con un solo titanico uovo!


La ricetta della frolla è la stessa, ma moltiplicata per 20, serviranno quindi:


Farina 00 -  5 kg
Zucchero semolato extrafine - 2 kg
Burro morbido 2 kg
1 uovo intero di struzzo
zest di 10 limoni
1 presa di sale


Se un giorno inviterete  a cena Gargantua  avete già le dosi esatte per fare la copertura di frolla di una bella crostata. Noi in fattoria ne abbiamo fatte circa 30 piccoline da portare a casa come ricordo.






sabato 27 aprile 2013

Macaron del sabato

Macaron del sabato




Ce li ha portati Diletta, li ha fatti Fabrizio Fiorani, giovane promessa della pasticceria italiana, e noi ce li siamo pappati con il caffè! Alla faccia di tutti i problemi che abbiamo, delle preoccupazioni, dei progetti incerti, e delle trepidazioni. Oggi ci siamo riuniti a tavola ed abbiamo festeggiato a modo nostro la nostra stramba famiglia, e quale modo migliore di finire il pranzo? Questi Macaron sono scioglievoli e squisiti. Grazie Fabrizio, e grazie Diletta.

Un pò di storia:
I macaron, tanto celebri in Francia, in realtà sono di origine italiana, fu infatti Caterina de Medici, a portarli con sè quando divenne regina di Francia nel XVI secolo. Ovviamente i petit gateau che apprezziamo oggi, sono molto diversi dalla ricetta originale, e se gran parte del loro succsso è dovuto alla loro essenza estetica, è indubbio che queste leccornie hanno il merito di essere squisiti, scioglievoli, mordidi e croccanti, vagamente lussuriosi, adatti anche per chi è a dieta, perché sapendosi regolare di stratta di un piccolo boccone dolce, e consumabile anche da chi è intollerante alle farine di frumento. Insomma un piccolo gioiello della pasticceria moderna!

Ma poichè un blog di cucina, dovrebbe sempre postare una ricetta di senso compiuto, ecco qui la ricetta classica dei macaron alla fragola, già testata, di sicuro risultato, lunghissima e complessa come deve essere la ricetta di queste piccole delizie colorate.

Macaron alla fragola

Per i  Macaron occorrono i seguenti ingredienti e procedimenti:

Per la meringa italiana:
Albumi 80gr

Zucchero semolato 200 gr
Acqua 75 cl

Per il TPT  e la pasta di mandorle
Farina di mandorle 200 gr
Zucchero a velo 200 gr
albumi 80 gr

colorante in gel rosso (per fare il color fragola) q.b.


Per la confettura di fragole (da fare il giorno prima)
fragole fresche 300 gr
zucchero semolato extrafine 175 gr
pectina 15 gr
succo di mezzo limone
5 cucchiai di acqua


Procediamo con ordine è un pò articolato, ma SI PUO' FARE!

La prima cosa da fare è passare nel mixer la miscela per il TPT, ossia tanto di farina di mandorle e tanto di zucchero a velo. e poi passare le polveri al setaccio per 2 volte. Questo perché il composto deve diventare impalpabile, e tutto deve essere amalgamato ed areato.

Si procede poi a preparare la meringa italiana (in francia usano la meringa francese, ossia  cruda, ma il macaron risulterà più instabile). in una casseruola si scioglie lo zucchero con l'acqua, e si porta ad ebollizione, senza mescolare o toccare lo sciroppo (perchè rischiate di far cristallizzare lo zucchero per lo sbalzo termico). Lo zucchero deve cuocere alla temperatura  detta di "piccola bolla" ossia tra i 115 ° ed i 120° e qui servirebbe proprio un piccolo investimento per il termometro da pasticceria, si tratta di una somma non esagerata, ormai  si trovano anche intorno ai 30 euro (a dirla tutta io ne uso uno dell'Ikea pagato 5 euro 4 anni fa e va che è una meraviglia, ma alcuni amici mi hanno detto che il loro si è rotto subito).

Contemporaneamente alla preparazione dello sciroppo di zucchero, montate gli albumi per la meringa italiana. Iniziate alla velocità minima e solo dopo che avranno iniziato a creare la schiuma aumentate via via la velocità. Appena è pronto lo zucchero a 115 ° versatelo a filo negli albumi che saranno ormai diventati "a neve", e continuate a montare a velocità sostenuta finché il composto non inizierà a raffreddarsi, ossia dopo circa 10 minuti. Va da sè, che se avete una planetaria, tutta questa operazione della meringa italiana la potete fare da soli, se invece avete le fruste elettriche a mano, vi serve l'aiuto di un'altra persona perché altrimenti sporcherete tantissimo, vi affannerete tra la ciotola con gli albumi ed il fornello con lo zucchero, ed infine rischierete di scottarvi quando verserete lo sciroppo negli albumi montati a neve.

A questo punto mescolate con grande cura  il TPT (ossia le polveri già pronte e setacciate) con gli altri 80 gr di albumi lasciati crudi e non montati, in modo da creare una pasta di mandorle fine e setosa. è il momento di aggiungere il colorante il gel, o in polvere, rosso. regolate l'intensità del colore a vostro gusto, tenendo presente che in cottura il colore sarà leggermente modificato.

Con una spatola morbida, unire quindi una piccola parte della meringa italiana alla pasta di mandorle appena colorata, mescolate con cura e delicatezza, e poi aggiungete il resto della meringa eseguendo l'operazione che viene chiamata "macaronage". Si tratta di mescolare i due composti (meringa italiana e pasta di mandorle colorata) in modo da rompere leggermente la struttura della meringa senza però smontarla troppo. Il risultato finale deve essere una miscela liscia, omogenea, ed appena  appena fluida.

Il peggio è passato.

Riepite una tasca da pasticcere con la bocchetta da 8,  con il composto appena realizzato, e stampate dei dischi regolari ed uguali su una placca con carta da forno.  picchiettate leggermente la placca su un piano di appoggio, e lasciate asciugare i dischi a temperatura ambiente per 30 minuti. (questa fase è chiamata Croutage, e serve per far stabilizzar eil composto e far creare il classico collarino rialzato intorno al biscotto).

Preriscaldare il forno a 170°

Infornare per 14 minuti a 150°. Appena sfornati i macaron , sfilarli con tutta la carta forno e lasciarli su una superficie più fredda o leggermente inumidita.

Il giorno prima , o almeno qualche ora ora prima, avremo preparato la confettura di fragole:
Sciogliere in una casseruola lo zucchero con 4-5 cucchiai di acqua, portare lo sciroppo ad ebollizione, aggiungere le fragole mondate e tagliate a dadini, il succo di mezzo limone e la pectina. Mescolare e schiacciare la frutta mentre cuoce, fecendo attenzione che non bruci (se si vuole una marmellata finissima, frullare tutto il composto in cottura con un frullatore ad immersione).
togliere dal fuoco, trasferire la confettura in un recipiente, lascair freddare completamente.

Per comporre i macaron, accoppiare tra loro i biscotti a due a due, incollandoli con la marmellata.

L'ho detto dall'inizio che sarebbe stato un dolce complicato e lungo da fare, ma sono una delizia da provare almeno una volta!!


martedì 23 aprile 2013

L'insalata di Cesare

Domenica è stato il Natale di Roma,
Per chi non fosse di queste parti,  il 21 aprile è il compleanno di Roma, e nonostante la tristezza, la rabbia e l'amarezza per quanto sta succedendo in Italia, e soprattutto per "lo scherzetto di stato" del presidente Napolitano,  la corrida degli inciuci, e il chissenefrega dei politicanti che se ne sono altamente fregati del volere del popolo sovrano, abbiamo deciso di far passare una giornata diversa al nostro bimbo, e di portarlo, insieme ad amici al circo massimo per vedere la sfilata dei gladiatori.

Devo dire che abbiamo trascorso una giornata bella e spensierata, con i bimbi che correvano felici in quella meraviglia che è il circo massimo, circondati da cavalli, mastini napoletani, ancelle, centurioni, gladiatori, senatori, donne patrizie, gladiatori..... un mondo surreale che forse ha senso solo a Roma, e solo per il suo compleanno, ma che merita davvero di essere vissuto.


Dedico quindi a questa giornata, e questa ricetta,  al mio dolcissimo marito, agli amici preziosi con cui abbiamo condiviso queste ore, ed ovviamente al sorriso di mio figlio, che mi ha fatto dimenticare le lacrime di rabbia del giorno prima per la fine della legalità ed il "Giorgio Bis", questa ricetta, non a caso dedicata ad Giulio Cesare, un grande condottiero, che ha amato Roma, ha cercato di innovarla, e non ha fatto proprio una bella fine!




Insalata tiepida di Cesare

1 mazzetto di asparagi verdi
1 mazzetto di cipollotti
1 gambo di sedano
4 pomodori molto sodi
a piacere qualche fungo prataiolo
olio extravergine di oliva
sale e pepe a piacere

Mondare  tutte le verdure tagliandole a losanghe, tranne i pomodori che taglieremo a cubettoni privandoli dell'acqua di vegetazione e dei semi. Scaldare  un pò di olio nel  wok,  aggiungere le verdure (tranne i pomodori) e saltarle per qualche minuto . è importante che restino belle croccanti.  dopo circa 5-7 minuti aggiungere i pomodori, aggiustare di sale e pepe a piacere, saltare ancora per un minuto e poi spegnere il fuoco.
Servire subito

venerdì 19 aprile 2013

Il cucciolo di gufo rapito

Istruzioni per chi dovesse trovare nei prossimi giorni un cucciolo di gufo:



Stamani, davanti al nido del mio piccolo, è stato ritrovato e catturato un cucciolo di gufo che sembrava un pò intontino. Dopo varie discussioni è stato messo a riposare in una scatola, con la decisione che all'uscita da scuola lo avrei preso e portato al centro recupero fauna  selvatica della Lipu presso il giardino zoologico di Roma.

Inutile descrivere l'emozione che  ho provato nel vedere quella piccola meraviglia, anche perché è in assoluto il mio animale preferito, e confesso che per un secondo,  ho pensato di tenerlo e soddisfare il mio desiderio segreto. Ma il buonsenso ha subito prevalso. Gli animali selvatici sono nati liberi, e tali devono restare.

Per fortuna ho chiamato subito una mia amica veterinaria, visto che volevamo dargli da mangiare un pò di omogeneizzato, e lei mi ha fermata dicendomi che i rapaci sono carnivori al 100% e non devono assumere alcun tipo di amido (presenti invece negli omogeneizzati).

E di nuovo per fortuna ho chiamato il centro il centro recupero fauna selvativa, dove una gentilissima dottoressa, mi ha spiegato che se il cucciolo già sbatteva le ali e saltellava, di fatto non lo avevo salvato, ma rapito. Sembra infatti che questi rapaci nottirni, completano lo svezzamento fuori dal nido, e che imparino a volare da terra. Quindi lo avevamo sottratto ai genitori, non lo stavamo affatto salvando!

Prontamente ho avvertito la scuola, e da lì hanno provveduto a rimettere in libertà il cucciolo, che infatti ha subito spiccato il volo appena tornato in liberà.

Per chi trovasse animali slevatici, uccelli, o altro, nel dubbio di sbagliare vi prego di contattare al più presto un veterinaio o un centro Lipu.

per Roma questi sono i riferimenti:
http://www.crfslipuroma.it/
'crfs.roma@lipu.it'
tel  06.3201912


Importante, nella confusione non abbimao fatto fotografie al cucciolo, quindi la foto pubblicata è stata presa da qui