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martedì 15 ottobre 2013

Torta Vegana alla banana

Ecco la mia ultima creazione per la colazione in ufficio.
devo dire... modestamente. ha riscosso un certo successo, ma credo anche dovuto alla fame mattutina!
La ricetta completa sul mio nuovo blog: ricettebarbariche

mercoledì 10 luglio 2013

Muffin integrale senza lattosio

Per chi è in cerca di un dolce da colazione buono e salutare (ottimo da pucciare nel cappuccino freddo), ecco una ricettina veloce veloce, fatta con ingredienti bio, con farine integrali e ricche di fibre, con i frutti rossi (pieni di antiossidanti) e senza lattosio! Per chi volesse fare una colazione assolutamente detox consiglio di abbinare questo tea, molto chic e parigino!



Muffin gigante integrale con ribes rosso



4 uova Biologiche



200 gr di zucchero muscovado



80-100 ml di latte di mandorle (la variazione è data dalla grandezza delle uova che userete)



1 sacchetto di cremor tartaro (o altro agente lievitante)



1 bacca di vaniglia



50 gr di farina di mandorla Bio



200 gr di farina 00 integrale Bio



40 gr di fiocchi di avena Bio



40 gr di farina di avena Bio



125 gr di ribes rosso Bio e molto fresco



1 pizzico di sale



Il procedimento è molto semplice, come tutti i dolci da colazione. Si sbattono le uova intere con lo zucchero integrale, il pizzico di sale e la bacca di vaniglia (per veicolare il sapore e l'aroma, occorre sempre unire le spezie alla massa grassa, e l'unico grasso di questo dolce è nelle uova). In una ciotola si mescolano la farina 00, la farina di avena, i fiocchi di avena, la farina di mandorle, ed il cremor tartaro (o l'agente lievitante che avete scelto). Una volta che il composto di uova e zucchero è diventato ben spumoso, aggiungo piano piano il mix di farine, montando sempre l'impasto, ed alternando le farine al latte di mandorle. Continuo così fino ad esaurimento degli ingredienti. Alla fine aggiungo il ribes ben lavato ed asciugato, e mescolo delicatamente con una spatola in silicone.



Preparo uno stampo a cerniera di circa 20 cm di diametro con un pochino di olio extravergine e della farina integrale, verso il composto ed inforno (a forno già caldo) a 180° per circa 40-50 minuti (è un composto molto morbido, ha bisogno di tempo per perdere la sua umidità). Ovviamente se si preferiscono dei muffin monoporzione, basta sistemare il composto negli appositi stampi (da preferire quelli in metallo, perché veicolano meglio il calore di quelli in silicone) e cuocere per 15-20 minuti.



sabato 27 aprile 2013

Macaron del sabato

Macaron del sabato




Ce li ha portati Diletta, li ha fatti Fabrizio Fiorani, giovane promessa della pasticceria italiana, e noi ce li siamo pappati con il caffè! Alla faccia di tutti i problemi che abbiamo, delle preoccupazioni, dei progetti incerti, e delle trepidazioni. Oggi ci siamo riuniti a tavola ed abbiamo festeggiato a modo nostro la nostra stramba famiglia, e quale modo migliore di finire il pranzo? Questi Macaron sono scioglievoli e squisiti. Grazie Fabrizio, e grazie Diletta.

Un pò di storia:
I macaron, tanto celebri in Francia, in realtà sono di origine italiana, fu infatti Caterina de Medici, a portarli con sè quando divenne regina di Francia nel XVI secolo. Ovviamente i petit gateau che apprezziamo oggi, sono molto diversi dalla ricetta originale, e se gran parte del loro succsso è dovuto alla loro essenza estetica, è indubbio che queste leccornie hanno il merito di essere squisiti, scioglievoli, mordidi e croccanti, vagamente lussuriosi, adatti anche per chi è a dieta, perché sapendosi regolare di stratta di un piccolo boccone dolce, e consumabile anche da chi è intollerante alle farine di frumento. Insomma un piccolo gioiello della pasticceria moderna!

Ma poichè un blog di cucina, dovrebbe sempre postare una ricetta di senso compiuto, ecco qui la ricetta classica dei macaron alla fragola, già testata, di sicuro risultato, lunghissima e complessa come deve essere la ricetta di queste piccole delizie colorate.

Macaron alla fragola

Per i  Macaron occorrono i seguenti ingredienti e procedimenti:

Per la meringa italiana:
Albumi 80gr

Zucchero semolato 200 gr
Acqua 75 cl

Per il TPT  e la pasta di mandorle
Farina di mandorle 200 gr
Zucchero a velo 200 gr
albumi 80 gr

colorante in gel rosso (per fare il color fragola) q.b.


Per la confettura di fragole (da fare il giorno prima)
fragole fresche 300 gr
zucchero semolato extrafine 175 gr
pectina 15 gr
succo di mezzo limone
5 cucchiai di acqua


Procediamo con ordine è un pò articolato, ma SI PUO' FARE!

La prima cosa da fare è passare nel mixer la miscela per il TPT, ossia tanto di farina di mandorle e tanto di zucchero a velo. e poi passare le polveri al setaccio per 2 volte. Questo perché il composto deve diventare impalpabile, e tutto deve essere amalgamato ed areato.

Si procede poi a preparare la meringa italiana (in francia usano la meringa francese, ossia  cruda, ma il macaron risulterà più instabile). in una casseruola si scioglie lo zucchero con l'acqua, e si porta ad ebollizione, senza mescolare o toccare lo sciroppo (perchè rischiate di far cristallizzare lo zucchero per lo sbalzo termico). Lo zucchero deve cuocere alla temperatura  detta di "piccola bolla" ossia tra i 115 ° ed i 120° e qui servirebbe proprio un piccolo investimento per il termometro da pasticceria, si tratta di una somma non esagerata, ormai  si trovano anche intorno ai 30 euro (a dirla tutta io ne uso uno dell'Ikea pagato 5 euro 4 anni fa e va che è una meraviglia, ma alcuni amici mi hanno detto che il loro si è rotto subito).

Contemporaneamente alla preparazione dello sciroppo di zucchero, montate gli albumi per la meringa italiana. Iniziate alla velocità minima e solo dopo che avranno iniziato a creare la schiuma aumentate via via la velocità. Appena è pronto lo zucchero a 115 ° versatelo a filo negli albumi che saranno ormai diventati "a neve", e continuate a montare a velocità sostenuta finché il composto non inizierà a raffreddarsi, ossia dopo circa 10 minuti. Va da sè, che se avete una planetaria, tutta questa operazione della meringa italiana la potete fare da soli, se invece avete le fruste elettriche a mano, vi serve l'aiuto di un'altra persona perché altrimenti sporcherete tantissimo, vi affannerete tra la ciotola con gli albumi ed il fornello con lo zucchero, ed infine rischierete di scottarvi quando verserete lo sciroppo negli albumi montati a neve.

A questo punto mescolate con grande cura  il TPT (ossia le polveri già pronte e setacciate) con gli altri 80 gr di albumi lasciati crudi e non montati, in modo da creare una pasta di mandorle fine e setosa. è il momento di aggiungere il colorante il gel, o in polvere, rosso. regolate l'intensità del colore a vostro gusto, tenendo presente che in cottura il colore sarà leggermente modificato.

Con una spatola morbida, unire quindi una piccola parte della meringa italiana alla pasta di mandorle appena colorata, mescolate con cura e delicatezza, e poi aggiungete il resto della meringa eseguendo l'operazione che viene chiamata "macaronage". Si tratta di mescolare i due composti (meringa italiana e pasta di mandorle colorata) in modo da rompere leggermente la struttura della meringa senza però smontarla troppo. Il risultato finale deve essere una miscela liscia, omogenea, ed appena  appena fluida.

Il peggio è passato.

Riepite una tasca da pasticcere con la bocchetta da 8,  con il composto appena realizzato, e stampate dei dischi regolari ed uguali su una placca con carta da forno.  picchiettate leggermente la placca su un piano di appoggio, e lasciate asciugare i dischi a temperatura ambiente per 30 minuti. (questa fase è chiamata Croutage, e serve per far stabilizzar eil composto e far creare il classico collarino rialzato intorno al biscotto).

Preriscaldare il forno a 170°

Infornare per 14 minuti a 150°. Appena sfornati i macaron , sfilarli con tutta la carta forno e lasciarli su una superficie più fredda o leggermente inumidita.

Il giorno prima , o almeno qualche ora ora prima, avremo preparato la confettura di fragole:
Sciogliere in una casseruola lo zucchero con 4-5 cucchiai di acqua, portare lo sciroppo ad ebollizione, aggiungere le fragole mondate e tagliate a dadini, il succo di mezzo limone e la pectina. Mescolare e schiacciare la frutta mentre cuoce, fecendo attenzione che non bruci (se si vuole una marmellata finissima, frullare tutto il composto in cottura con un frullatore ad immersione).
togliere dal fuoco, trasferire la confettura in un recipiente, lascair freddare completamente.

Per comporre i macaron, accoppiare tra loro i biscotti a due a due, incollandoli con la marmellata.

L'ho detto dall'inizio che sarebbe stato un dolce complicato e lungo da fare, ma sono una delizia da provare almeno una volta!!


lunedì 8 aprile 2013

Fragole e cioccolato



Il classico degli abbinamenti lussuriosi,  o il capolavoro cinematografico di  Juan Carlos Tabío, e Tomas Gutierrez Alea ?



Niente di tutto questo... si tratta di una buonissima crostata al cioccolato fondente con guarnizione di fragole fresche. Dolce, appetitosa, ma  anche molto fresca, grazie alla presenza delle fragole.

Per farla occorre preparare prima  la frolla con:

Farina 00 250 gr
Zucchero semolato extrafine  100 gr
Burro  morbido 100 gr
Uova intere 1
1/2 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Io metto tutto insieme nella planetaria con il gancio k, e faccio andare a velocita' media finche' non si forma una vera e propria palla di frolla, liscia e setosa. 
Una volta pronta la frolla la sistemo in due fogli di cartaforno e la lascio riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. 



E poi la ganache al cioccolato con:

panna fresca 250 ml
cioccolato fondente al 80% 100 gr
crema alle nocciole 3 cucchiai
1 tuorlo

Metto tutto (tranne l’uovo) in un pentolino a bagnomaria e faccio andare finché non è perfettamente sciolto ed amalgamato. A fuoco spento aggiungo il tuorlo e mescolo bene finchè non si fredda un po’.
Poi stendo la frolla lasciando il fondo di un certo spessore (mi piace che la frolla si senta nelle crostate, ed in tutte le preparazioni che la richiedono), riempio con il composto ormai freddato, ed inforno a 180° per 25 minuti.

Una volta fredda, porziono e sistemo delle fragole fresche appena lavate ed asciugate su ogni fettina.

lunedì 4 febbraio 2013

Torta rustica

TORTA DI CAVOLFIORE O BROCCOLI

torta di cavolfiore




ecco una torta rustica, veloce, buona, invernale, da fare anche in versione monoporzione, per brunch o aperitivi.


per l'involucro:

250 gr di farina buratto 1

160 ml di acqua

2 cucchiaio di olio evo,

15 gr di lievito di birra fresco



per il ripieno:

1 cavolfiore grande (o 2 medi)

200 gr di polpa di maiale

300 gr di ricotta

2 porri

1 uovo

sale di cervia q.b.

olio evo q.b.







per la pasta di pane, impastate tutti gli ingredienti e lasciate riposare al coperto per almeno 2 ore, e non più di 4.

per il ripieno, lessate per qualche minuto in acqua salata il cavolfiore pulito e tagliato a rosette, e saltatelo poi in padella con i porri e la polpa di maiale. a fuoco spento aggiungete la ricotta, e per finire, una volta intiepidito aggiungete l'uovo ed a piacere del parmigiano o del pecorino (non li ho messi negli ingredienti perché facoltativi).



imburrate una tortiera a cerniera, con la pasta di pane fate due palle, una leggermente più grande dell'altra. Quella più grande andrà stesa fino a formare il guscio inferiore, riepite quindi con il composto di cavolfiore, e termiante il tutto con l'altro disco di pasta ben steso, ed a cui avrete praticato in piccolo taglio a croce nel centro per favorire la fuoriuscita di vapore.



infornate a 200 ° per 20 minuti e poi a 180° per altri 10 minuti, in forno ventilato.

lunedì 21 gennaio 2013

Torta di mele morbida e croccante

Mio marito la definisce la torta di mele più buona del mondo, ma  è  un giudizio decisamente di parte. Riconosco però che è molto buona, anche se io ci metterei la cannella...  spezia  purtroppo vietata, proprio dal suddetto marito. E'  cmq una proposta di torta di mele, che accontenta davvero tutta la famiglia, ed eventuali amici di  merenda.


Torta di mele morbida croccante
(Apple Streusel cake)





Per l'impasto base:
200 gr di burro a pomata
150 gr di zucchero muscovado
3 uova
150 gr di farina 00
75 gr di farina di riso
1 bustina di lievito per dolci
80 ml di latte
la buccia grattugiata di 1 arancia
1  pizzico di sale integrale (io uso quello rosa)


Per il ripieno di mele:
5 mele
 il succo di 1 arancia
2 cucchiai di zucchero muscovado

Per lo streusel (ossia per la copertura croccante):
300 gr di frolla ben fredda, quasi ghiacciata
per la ricetta base vedi: Biscotti della domenica a quattro mani


Ed ancora:
burro a pomata e farina per lo stampo
1 stampo a cerniera da 28 centimetri





Sbuccio le mele e le taglio a spicchi e poi a pezzettoni, le salto in padella con il succo di un'arancia ed i due cucchiai di zucchero di canna per circa 5 minuti, poi lascio stemperare. Nel frattempo,  nella planetaria e con la frusta,  monto il burro a pomata con lo zucchero, aggiungo un uovo alla volta e faccio assorbire dall'impasto. Inserisco la buccia grattigiata di arancia ed il pizzico di sale, setaccio le due farine ed il lievito, ed inizio ad aggiungere un cucchiaio di farine alternato ad un goccino di latte.  una volta terminati gli ingredienti, spengo tutto e controllo con la spatola se il composto è omogeneo.

Imburro ed infarino lo stampo, travaso il composto base nello stampo, poi ci sistemo sopra, delicatamente, i pezzettoni di mela spadellati, e per finire ci grattugio sopra (con una grattugia a fori larghi) la frolla semi congelata. Inforno a 180° per circa 30 minuti, e poi abbasso a 160° per altri 10 minuti. Sforno e lascio stiepidire prima di toglierla dallo stampo.

martedì 8 gennaio 2013

Riso esotico, ma non troppo

Ecco un risino buono buono, veloce veloce, e pieno di cose che fanno bene: riso con ananas, zenzero e tofu.
Lesso una tazza di riso gange bianco e nel frattempo salto in padella 2 bei rizomi di zenzero puliti ed affettati con un po' di dadini di ananas fresco, uno spicchio di aglio, ed una porzione di tofu al naturale sempre a dadini. Quando il riso e' al dente, lo scolo e lo aggiungo al resto degli ingredienti. Aggiungo un po' di salsa di soya, e mangio! 

lunedì 3 dicembre 2012

Torta marmorizzata di carote e cioccolato fondente

Vorrei mangiare solo sano e genuino. Vorrei essere magra e disinteressanta al cibo... ma sono tutto l'opposto, ed in questa mia continua lotta tra bene e male, tra gola e forma... ecco che è nata questa  torta di carote e cioccolato fondente.



Torta di carote e cioccolato fondente




Ecco una torta buona e nutriente, ottima per  la merenda di grandi e piccini, molto divertente anche  nella sua  presentazione maculata.
L’unico ma, è che è un dolce che sporca un pochino perché ha bisogno di due linee separate di preparazione, però ne vale la pena.

Per la parte alle carote:
350 gr di carote grattugiate
150 gr di farina integrale bio
180 gr di miele (fiori a scelta)
50 gr di farina di mandorle
1 bustina di cremor tartaro
Latte 1 bicchiere
1 uovo
Zenzero e cannella in polvere, a piacere
1 pizzico di sale

Per la parte al cioccolato:
250 gr di cioccolato fondente
300 ml di latte
150 gr di farina 00 bio
½ bustina di cremortartaro
100 gr di zucchero integrale di canna (muscovado)
2 uova bio
1 pizzico di sale

Si procede cosi: grattugiate finemente le carote fresche con la grattugia a mano (le lame estraggono il succo e si perderebbero tutti i nutrienti) mettetele in una ciotola capiente ed aggiungete tutti gli altri  ingredienti, senza preoccuparvi troppo dell’ordine, l’importante è mescolare bene con una spatola via via che li inserite. Fatto questo, ci si può dedicare alla parte al cioccolato.

Come prima cosa fate fondere a bagnomaria il cioccolato con il latte, e lasciate poi intiepidire il tutto girando continuamente. Iniziate quindi a montare le uova con lo zucchero (io uso una planetaria, ma vanno bene sia le fruste elettriche che la frusta a mano), aggiungete poi la farina, il cremortartaro ed il pizzico di sale, e quindi il composto di latte e cioccolato (ormai intiepidito).

Imburrate ed infarinate una teglia a cerniera del diametro di 26 cm. E sistemate i due composti  all’interno di questa a cucchiaiate, cercando di alternare i colori, procedete così fino alla fine dei due composti, livellate la torta sbattendola leggermente sul piano di appoggio, ed infornatela (in forno  già caldo  e possibilmente ventilato )  a 180° per 35-40 minuti.  Abbassate poi a 160 °per altri 10 minuti. Lasciate intiepidire nel forno spento, ed aspettate che sia del tutto fredda prima di sformarla e serivirla.

Per chi avesse problemi di intolleranze, tutto il latte presente nella  ricetta si può sostituire tranquillamente con quello di Soya.


venerdì 9 marzo 2012

Nodini alla Cannella



SONO TORNATA!!!!

In realtà non mi ero allonatanata di molto, almeno con il pensiero, ma nei fatto non aggiorno il blog da un tempo che potremmo definire anche imbarazzante!!!

Però in questi mesi, ho lavorato, cucinato, ed ancora lavorato! ma soprattutto ho curato il mio piccolino alle prese con le malattie tipiche del primo anno di Asilo!

Ecco quindi che per il mio ritorno al web, posto una ricetta eseguita per lavoro (curo la trasmissione "le mani in pasta" con Cristina Lunardini, persona e chef pasticcera meravigliosa!!!) e che ho trovato deliziosa, adatta per queste ultime fredde mattine di inizio primavera!


Nodini alla Cannella

600 gr di farina 00
200 gr zucchero canna
150 gr di burro
120 gr zucchero semolato
60 gr di uvetta
3 cucchiaini cannella in polvere
2 uova
2.2 dl di latte
1 presa di sale


Ammollate l’uvetta per una decina di minuti e poi asciugatela con cura prima di usarla. Versate il latte in una casseruola e fatelo intiepidire a fuoco basso. A parte fate fondere anche 75 gr burro, mentre il resto lasciatelo a pomata.

In una bacinella impastate la farina con il latte, le uova, 2 prese di sale, 100 gr di zucchero semolato, il burro fuso ed il lievito, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, e fatelo lievitare al caldo per circa un’ora. In una ciotolina, mescolate lo zucchero di canna, il burro a pomata e la cannella.

Stendete l’impasto in forma di rettangolo con uno spessore di circa ½ centimetro, stendete su metà di questo impasto al crema di burro alla cannella, e l’altra metà con l’uvetta. Sovrapponete i due lembi di impasto fino a richiuderli completamente. Tagliate poi delle strisce large circa 1.5 cm e fate un nodino molto morbido con ognuna di queste strisce. Disponete su una placca con carta da forno, lasciate riposare al coperto per una 20 di minuti e poi infornate a 180° per 15 minuti circa.

Cospargete i nodini ancora caldi di zucchero semolato e lasciate freddare prima di servire.


Per le amanti della buona cucina in televisione e quindi del canale Alice (416 di Sky), la ricetta andrà in onda questa sera alle ore 21.40

Buona calda e dolce colazione!!

lunedì 1 febbraio 2010

Cupcakes al triplocioccolato


Sono mesi e mesi che non aggiorno il blog, perché presa da un impegno molto molto importante.... ovvero aspettare un bebè.... ma ora che siamo quasi prossimi all'evento, mi è venuta un pò di nostalgia, e visto che proprio ieri sera ho preparato dei deliziosi cupcakes al triplo cioccolato(almeno da quanto dicono a casa, perché io sono a dieta e non li ho potuti mangiare), e visto anche che da questa notte a Roma è arrivato un freddo polare e il cioccolato non scalda solo il cuore, ecco la mia versione dei cupcakes al cioccolato di Peggy Porchen's, liberamente tratti dal libro Pretty Party Cakes.
io oltre a fare qualche piccola modifica alla ricetta, ho scelto di non decorarli, perché le calorie mi sembravano già imponenti così!
Si tratta di una ricetta così scema da non meritare nessuna indicazione particolare, ma spero che potrà piacere ai golosi del cioccolato, ed alle mamme che vogliono preparare una merenda gustosa insieme ai loro bambini.
Per 6 cupcakes e 1 tortina monoporzione:
100 g di burro leggermente salato (a temperatura ambiente)
100 g di zucchero semolato bianco extrafine (lo zefiro, per intenderci)
50 g di farina 00 (va bene anche quella autolievitante)
50 g di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di lievito vanigliato (nel caso della farina autolievitante, ovviamente non serve)
2 uova grandi
25 g di cioccolato fondente extra
40 g di gocce di cioccolato
1/2 cup di latte
pirottini di carta
teglie per i cupcakes
spatole in silicone
planetaria o ciotola e frusta
Come prima cosa si montano per bene il burro e lo zucchero.
a parte si setacciano insieme la farina, il lievito ed il cacao in polvere.
si stiepidisce il latte con il quadratino di cioccolato e lo si fa sciogliere per bene.
una volta montati per bene lo zucchero ed il burro, si aggiungono le uova (una per volta) e la farina, e per ultimo il latte al cioccolato ormai stemperato.
continuare a montare fino ad ottenere una mousse ed aggiungere alla fine legocce di cioccolata.
mettere negli stampini ed infornare a 180° (al centro del forno statico) per 15 minuti circa.
servire tiepidi o freddi.

martedì 16 giugno 2009

Una ricetta dolce dolce, ma in anteprima....

Per la prima volta, credo, da che ho il blogdiario gastronomico, anticipo quello che farò questa sera, così se passa di qui qualche goloso potrà fare la stessa ricetta!

Prima di tutto, una premessa: non mi piace buttare il cibo, e non è solo perché il cibo costa, quanto piuttosto per una questione etica, l'idea di gettare qualcosa che serve per nutrire non mi garba! Il problema però è che ho delle mele in frigorifero da ormai 15 giorni, e mangiarle così a crudo, dopo 15 giorni in gattabuia, è davvero sensa senso, allora con un coraggio da supereroe (qui a Roma ci sono 40 gradi all'ombra oggi) questa sera accenderò il forno e preparerò una torta di mele per mio marito.

La ricetta l'ho presa dalla mitica Valentina Gigli con cui lavoro e che ho anche l'onore di poter chiamare amica. Si tratta della sua torta frangipane alle mele, che però io modificherò un pochino. Già la sento borbottare che farò di certo una barbarata (come definisco io i miei errori in cucina), ma spero invece che il risultato post revisione, sarà per gusto ed aspetto al pari della ricetta originale.


TORTA FRANGIPANE ALLE MELE

PASTA FROLLA
300g burro leggermente salato
200g zucchero a velo
4 tuorli
500g farina 00

FRANGIPANE (modificata da me)
150g burro leggermente salato
100g zucchero a velo
2 uova
100g farina di cocco
30g farina 00

Mele deliziose (sarebbero meglio le renette)


per i puristi, o i curiosi la frangipane originale prevede solo 100 g di burro e la farina di mandorle (io userò quella di cocco, solo perché ne ho davvero tanta in dispensa)

Tagliare con un coltello il burro a pezzetti, lavorarlo con lo zucchero a velo in modo che il burro sia interamente coperto di zucchero, aggiungere un uovo alla volta, impastando (ma facendo attenzione a non scaldare il composto) ed aggiungere per ultima la farina setacciata. Quando la farina è tutta ben assorbita dall’impasto, formare una palla, ricoprirla di pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per 30 minuti.

Nel frattempo, sbattere per bene il burro già lasciato ammorbidire per tempo, aggiungere lo zucchero a velo e continuare a montare finché il tutto non risulti ben spumoso, aggiungere 1 uovo, mescolare dal basso verso l’alto per non smontare il composto, aggiungere un cucchiaio delle due farine, mescolare, aggiungere l’ultimo uovo e le restanti farine, e mescolare sempre con attenzione. Sbucciare le mele e tagliarle a fettine.

Stendere la frolla in un disco non troppo sottile, foderare con questo uno stampo da crostata, punzecchiare con una forchetta il fondo e disporre le fettine di mela su tutta la tortiera, riempire con la crema frangipane e infornare per 30 minuti circa a 180°.


la foto la posto domani.

domenica 18 gennaio 2009

La pizza napoletana nel cuore di San Paolo

Io adoro la pizza, la mangerei a pranzo, cena e colazione, tutti i giorni. Ma sinceramente a Roma non sempre è facile mangiare una buona pizza, e quando trovi la pizzeria giusta, che la fa a regola d'arte, spesso è affollata e rumorosa, e poi c'è il fattore prezzo. Ora mi farò più di un nemico, ma non capisco perché a Napoli, una pizza marghertita al tavolo, costi al massimo 4 euro ed a Roma ne costi minimo 8, qual'è il fattore X (per parafrasare una nota trasmissione) che determina quel costo?

Insomma, un pò per pigrizia (a volte è bello starsene in casa, belli comodi e caldi con la tutona), un pò per convenienza, un pò per piacere... mi sto specializzando a fare la pizza in casa... quella napoletana, con il cornicione alto per intenderci.

Questo è il risultato dell'ultima sfornata, la ricetta, ci tengo a dirlo me l'ha data il mitico Antonino Esposito di Sorrento, il mio guru pizzaiolo!

Impasto per 4 pizze grandi:

500 ml di acqua filtrata

720 g di farina 00

180 g di farina di kamut

6 g di lievito di birra fresco

100 g di biga (io uso il lievito madre)

20 g di sale

1 cucchiaio di strutto

2 cucchiaini di zucchero

2 cucchiai olio extravergine di oliva

Nel cestello del Kenwood ho sciolto l'acqua, il lievito madre e il lievito insieme allo zucchero e con il gancio a K ho creato una pastella. Ho poi unito il sale alle due farine mescolate e, facendo lavorare la macchina alla velocità minima, ho aggiunto due cucchiai di farina, lo strutto, e l'olio. A questo punto si è formata una pastella elastica. Fermo la macchina e con l'aiuto di un leccapentole tiro l'impasto verticalmente per fargli inglobare aria. Rimetto il cestello in macchina, metto il gancio per gli impasti lievitati, e riavvio a velocità bassa, aggiungendo via via le farine, ma facendo sempre attenzione affinché sia ben assoribito il cucchiaio precendete, prima di metterne ancora. Quando l'impasto si "incorda" intorno al gancio, si toglie dal cestello, e si lavora pochissimo sul piano di legno con una spolverata di farina. Si copre con una ciotola e si fa riposare 30 minuti. Poi si riprende e si lavora ancora l'impasto, si divide quindi in 4 parti e si mettono a riposare questi "pesetti" (come li chiama il mio maestro pizzaiolo) in un contenitore chiuso per minimo 5 ore e massimo 7 (questa pizza non si può fare all'ultimo minuto... va prevista).

Quando è ora, si accende il forno, e si mette la griglia al centro. Intanto si prepara il condimento preferito, io uso pomodoro e mozzarella di bufala, ma con questo impasto è buono davvero tutto.

Si stendono i pesetti con le mani, senza toccare il bordo, così rimane più alto. Si mette l'impasto steso sulle placche si condisce (senza la mozzarella) e si inforna per 5-8 minuti (a seconda di quanto è spesso l'impasto al centro della pizza, ed anche a seconda del calore sprigionato dal vostro forno). Si aggiunge poi la mozzarella e si inforna di nuovo per altri 3-4 minuti.

La pizza è pronta. Questo impasto, rimane morbido anche cotto, perché la pizza napoletana dovrebbe potersi piegare in 4 per entrare in una tasca (come facevano i marinai napoletani prima di partire per il mare).

lunedì 24 novembre 2008

Caprese... ad ognuno la sua


Per un invito a pranzo informale, ma anche per garantirsi dei dolcetti da colazione freschi e appetitosi per qualche giorno, ecco un'idea per trasformare la mitica caprese in tortine monoporzione.
capresi monoporzioni:
300 g di cioccolato fondente al 60%
300 g di farina di mandorle
200 g di zucchero semolato extrafine
5 uova
100 g di burro
3 cucchiai di fecola di patate
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito
2 cucchiai di liquore all'arancia
1 cucchiaio di cacao in polvere amaro
aroma di mandorla
scaldare il forno a 180° e preprare i pirottini di carta negli stampini da muffin.
montare le uova intere con lo zucchero (la ricetta originale prevede di montare separatamente albumi e tuorli, ma io non avevo punto voglia di farlo!) aggiungere la farina di mandorle (o le mandorle tritate, se si preferisce sentirle sotto i denti) e il liquore (anche qui ho fatto una variazione, la ricetta che avevo prevedeva l'amaretto).
a parte, fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro, ed unirli al resto del composto continuando a sbattere con la frusta. setacciarvi dentro anche un cucchiaio di cacao in polvere.
riepire i pirottini (non fino al bordo) e cuocere in forno a 180° per 15 minuti + altri 5 minuti a 130° se sentite che il composto è ancora troppo molle. servire freddi.
Con queste dosi verranno circa 18 dolcetti.

mercoledì 12 novembre 2008

La torta simil - Pistocchi...ubriaca


Ho preparato questa torta, imitazione della celebre Pistocchi, per una serata con i miei genitori.
E' un dolce semplicissimo, a prova di errore, e senza farina, quindi adatto anche a chi soffre di intolleranza al glutine (con le dovute norme di sicurezza ovviamente). Per distinguerla dalla Pistocchi originale (di cui non ho cmq nessuna ricetta), ho aggiunto a gusto personale un pò di grappa, ma nel metterla ho avuto un pò la mano pesante e quindi mi si è ubriacata la torta, e di conseguenza non era un dolce propriamente indicato per dei bambini (a tavola eravamo tutti molto adulti!), ma il sapore finale è stato sorprendente! Per chi volesse proporla ai propri figli, quindi, è importante ricordare di eliminare la grappa. In questo caso, la torta avrebbe un pò di morbidezza e di aroma in meno, ma non porterebbe i bambini alla corruzione del corpo e della mente.


Torta simil-Pistocchi... ubriaca

300 g di cioccolato fondete al 70%
130 g di burro
75 g di zucchero semolato extrafine
75 g di zucchero integrale muscovado
6 uova
12 cucchiai di grappa

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro. Montare i tuorli con lo zucchero muscovado e le chiare con lo zucchero semolato extrafine. Incorporare lentamente il cioccolato e il burro fusi ai tuorli ben sbattuti e spumosi. Aggiungere la grappa e far assorbire per bene. Aggiungere alla fine le chiare montate ben sode, e mescolare con una spatola dall'alto in basso unendo per bene i due composti finali. Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera e trasferire tutto dentro. infornare a 180° per 30 minuti ed abbassare poi al minimo consentito dal vostor forno (nel mio caso è 130°) per altri 10 minuti. Togliere subito la torta dal forno e lasciarla freddare completamente a temperatura ambiente prima di togleirla dallo stampo.

Non ha problemi di tempi di consumo, perché è talmente buona che durerà molto poco.

martedì 26 agosto 2008

La torta consolatoria per il rientro al lavoro

Ci siamo, oggi si riprende con la vita quotidiana, lavoro, casa, cane, famiglia, ma soprattutto tanto tanto lavoro, lì veramente mi aspetta un autunno di fuoco incrociato!
Per consolarmi ed rientrare con un pò di dolcezza, pubblico un dolce buono e coreografico chiamato Zebra Cake, la cui ricetta l'ho scovata qui!

La torta è semplicissima da fare, sfido chiunque a sbagliare qualcosa, ma occorre essere preparati per una lunghissima fase di travaso di impasto nella tortiera, perchè per fare le strisce occorre versare i due composti (bianco e al cioccolato) a cucchiaiate alterne.

Io l'ho già fatta 2 volte, una volta per un pranzo con amici ed un'altra senza occasioni speciali ma proprio per la colazione in famiglai degli ultimissimi giorni di vacanza, ed è sempre stato un vero successone. L'impasto rimane morbido e al contrario delle solite pizze sbattute, non si attacca alla gola!

di seguito copio la ricetta presa da Quantocepiacechiacchierà e modificata da me solo per la quantità di cacao in polvere:

La torta a Zebra

300g Farina
200g Zucchero
250ml Latte
250ml Olio di Semi
4 uova
4 cucchiai di cacao amaro in polvere + latte q.b.

Io lo confesso subito, ho usato la planetaria per questa torta, perchè le uova intere vanno sbattute con lo zucchero finché non triplicano in volume e quindi se non avete un attrezzo adegato, sarete costrette a tenere in mano le fruste elettriche per almeno 10-15 minuti. Con il Ken. montare le uova e lo zucchero a velocità 1 per 3 minuti ed altri 8-9 minuti a velocità 2 o 3.
Cmq ecco tutto filato il procedimento estratto sempre dallo stesso blog sopracitato:
Montare le uova intere con lo zucchero fino a quando risultano bianche e spumose. Continuando a montare aggiungere il latte e l'olio (io ho sempre messo prima l'olio e poi il latte, a filo). Quando il composto è omogeneo aggiungere la vaniglia e poi, gradualmente, la farina. Dividere poi l'impasto in due parti: lasciarne una bianca e aggiungere all'altra il cacao. (per fare questa operazione io peso l'impasto biancoe lo divido esattamente in due metà. una la lascio così... nature diciamo, una la rimetto nel cestello del Ken. e ci aggiungo 4 cucchiai di cacao setacciato ed un pò di latte per ridargli la stessa consistenza della metà bianca, aziono la frusta per 1 minuto e faccio amalgamare per bene il cacao.

Ora viene il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista. Imburarrare ed infarinare uno stampo a cerniera, e travasare a cucchiaiate alterne al centro dello stampo i due composti. Mi spiego meglio: al centro dello stampo mettere 2 cucchiaiate di impasto bianco, su questo porre 2 chucchiaiate di impasto al cacao, e poi continuare con 2 di bianco e due di cacao fino a che non si finoscono i composti. Ci vuole un pò di tempo, ma il risultato paga. infornare con delicatezza per non rompere le linee che si sono create, a 170° per 30-35 minuti nella parte centrale del forno.

Io ho un forno a gas ma ventilato, e devo dire che la torta mi si è sempre un pò aperta al centro, non so se faccio qlc che non va, o se è per il fatto che è veltilato. cmq una piccola crepa non rovna nulla ed il bello di questa torta è nelle fette!

martedì 29 luglio 2008

Briosce per colazione

Questa è la prima sfornata di brioscine che mi è venuta veramente bene!
Nella versione originale sono le Briosce con tuppo, ossia le briosce siciliane da mangiare con il gelato o la granita.
La ricetta l'ho presa qui, ma l'ho poi riadattata secondo i miei gusti.
Inutile dire che l'espressione di mio marito stamani, mi ha ripagata di quel poco di lavoro che mi ci è voluto per prepararle.
Alla fine veramente in cucina basta poco, solo un pò di organizzazione.
Ingredienti:
  • 500 gr di farina 00 (rinforzata)
  • 1 bustina di lievito di birra liquido
  • 95 gr di zucchero integrale moscovado
  • 90 gr di burro fuso
  • 200 gr di latte intero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
Mettere tutti gli ingredienti (eccetto la farina) nel cestello del Kenwood, con la frusta per montare. Azionare per qualche minuto alla velocità minima. Aggiungere a poco a poco la farina e quando l'impasto inizia a diventare più sodo ed elastico, cambiare la frusta con il gancio. Finire di immettere tutta la farina e mescolare a velocità 2 per 10 minuti. Togliere l'impasto dal cestello e lasciarlo riposare in frigorifero per 12 ore. Formare un serpentone da suddividere in porzioni, lasciar lievitare di nuovo due ore e cuocere a 160° per 20-30 minuti a seconda della dimensione delle brioscine.
COME LE HO FATTE IO:
L'impasto vero e proprio l'ho fatto ieri (grazie al mio Ken.) mentre preparavo la cena. Poi ho trasferito tutto in una ciotola di plastica con il coperchio e ho lasciato lievitare in frigorifero l'impasto per tutta la notte. Stamani, sveglia alle 06.30 (come al solito, solo che invece di restare a letto altri 15 minuti, come faccio semrpe, mi sono alzata subito). Ho tolto l'impasto dal frigo, l'ho rilavorato un pò su un pianale di legno per renderlo nuovamente elastico, ho fatto un serpentone l'ho diviso in 10 parti uguali. Con una di queste sezioni ho ricavato 10 palline piccole (il tuppo) e con le altre ho fatto 10 sfere di pasta a cui poi ho applicato sopra la pallina più piccola. ho istemato tutto su una placca da forno con carta. Ho acceso il forno ed ho lasciato la placca con le briosce sulla macchina del gas ad assorbire il calore del forno ed a lievitare in santa pace. Io nel frattempo mi sono dedicata a me, ho fatto mangiare Shock, mi sono fatta la doccia e mi sono vestita. Pronta per uscire a fare una passeggiata con il nanetto, ho informato a 160° con la ventola attivata, e messo il timer a 30 minuti, e sono uscita per la mia passeggiata mattutina.
Al mio ritorno, già solo aprire la porta di casa è stato un vero piacere. Un profumo squisito di vaniglia si era sparso per tutta la casa. Enrico aveva già spento il forno. e così ci siamo seduti a fare colazione con delle briosce romano-siciliane deliziose, preparate con immenso amore, e mangiate in armonia ed allegria.
E' stato un bellissimo inizio di giornata, una vera coccola per l'anima!
p.s. rispetto alla ricetta originale, ho usato il burro al posto dello strutto, ho sostituito lo zucchero bianco, con quello integrale moscovado e non ho passato l'uovo sopra le briosce come invece andrebbe fatto, perché a proprio non piace.

lunedì 23 giugno 2008

Muffin Cacio e Cioccolato


Quella che è appena passata, è stata una domenica torrida, a prova di resistenza fisica e mentale! A Roma ha fatto un caldo, ma un caldo che non ve lo potete neanche immaginare!! Mi prenderete quindi per pazza se vi dico che ho ammazzato il pomeriggio facendo muffin, ma mi servivano per una registrazione in studio di Dolci e Delizie, e quindi trascrivo la ricetta per condividere questa meraviglia del gusto, che ho inventato un anno fa per portarmi in un picnic, una delle torte preferite di Enrico: La crostata ricotta e cioccolato, senza dovermi trascinare dietro piattini, posate e coltello, ed ecco che l'ho trasformata in muffin, comodi da trasportare ma altrettanto deliziosi da mangiare!


Per 12 muffin:

250 gr farina 00 autolievitante

120 gr di zucchero

100 gr di burro fuso

250 gr di ricotta spatolata

1/2 bicchiere di latte

1/2 bustina di lievito per dolci

2 uova

150 gr di cioccolato fondente tritato grossolanamente


Procedimento:

Si unisce il burro fuso allo zucchero, si mescola bene e si aggiungono le uova, fristando un pò il composto. Si spatola bene la ricotta per ammorbidirla e la si unisce agli ingredienti liquidi mescolando bene. A questo punto si aggiunge un pò per volta la farina setacciata con il lievito. E si mette poi il latte, quanto basta. Solo alla fine aggiungere il cioccolato in scaglie o in gocce. Porzionare in stampini di silicone. Cuocere a 170° per 15-20 minuti.


Scusate per l'assenza di foto, ma davvero non ce l'ho fatta. Cmq garantisco che vengono bellissimi, e buonissimi, come tutti i muffin del resto!




mercoledì 13 febbraio 2008

Torta di pere e cioccolato

Ecco un esempio tutto italiano di cibo da conforto... Si tratta di una torta dolce con cioccolato e pere.... io mi sono divertita a farla... ed ancora di più a mangiarla.... adatta a queste ultime giornate d'inverno.... (qui a Roma... i negozi stanno già mettendo le vetrine primaverili).


p.s. spiego meglio che intendo per tutto italiano: navigando sul web... ho trovato milioni ricette straniere a base di pere e cioccolato, o cmq di cioccolato in genere. Ma sono così tante, che quasi quasi ti viene il dubbio che non esista una tradizione nostrana per questo fantastico ingrediente. E poi l'etichetta di ComfortFood va molto di moda ora, anche a me fa impazzire come definizione, però io sono molto nazionalista nell'uso della lingua, perciò tendo a tradurre tutto, ed ecco perché ho detto che si tratta di un cibo da conforto.

Torta di pere e cioccolato
1 disco di pasta sfoglia già pronta
200 gr di cioccolato fondente al 70%
3 pere williams
3 uova
60 gr di zucchero a velo
1/2 tazza di panna fresca

Fondere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere la panna, spengere il
fuoco, aggiungere metà dello zucchero a velo.

A parte, sbattere le uova con lo zucchero rimasto, aggiungere il
cioccolato fuso.

Sbucciare le pere, tagliarle a metà e con lo scavino togliere il
torsolo. Sempre con lo scavino togliere delle palline di pera dal
dorso, in modo da lasciare le mezze pere bucherellate come un
formaggio gruviera. Aggiungere i pallini di pera al composto al cioccolato, mescolare
bene. foderare uno stampo apribile con carta da forno e con il foglio
di pasta sfoglia, riempire con il composto, sistemare sopra le mezze
pere, ed infornare a 160 ° per 25 minuti.

domenica 4 novembre 2007

Salame di cioccolato




Devo confessare che questa è una ricetta di lavoro... nel senso che sto preparando una nuova trasmissione che si intitola "Cioccolato che passione!" ed ovviamente a furia di studiare le proprietà del cioccolato, di sfogliare libri di cucina e scegliere ricette... non potevo che ritentare anche nella mia cucina la più semplice, eppure golosa, delle ricette: il salame di cioccolato.




Questa è la mia ricetta per fare un salame medio, per circa 8-9 fettine di bontà!




Per questo dolce dovrete calcolare 15 minuti di preparazione e 7 ore per raffreddarlo.
gli ingredienti: 125 r di cioccolato fondente, 50 g di burro, 150 g di nocciole pestate grossolanamente, 12 biscotti burrosi e frantumati, 2 cucchiai di zucchero di canna, 2 o 3 cucchiai di zucchero a velo.

Fate sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria. Togliete dal fuoco e aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene (è importantissimo aggiungere lo zucchero a fuoco ormai spento). Lasciate raffreddare un pò nel frigorifero. Quando il composto non si attaccherà più alle mani, arrotolatelo a forma di salame. Fate raffreddare almeno 7 ore. Toglietelo poco prima di servirlo, passate il salame nello zucchero a velo e presentatelo intero su un tagliere da salumi con solo un paio di fettine già tagliate.

venerdì 21 settembre 2007

Supplì al telefono


  • Il piatto che in assoluto vorrei sapere rifare, sono i supplì al telefono di mio nonno. Erano meravigliosi, morbidi dentro e croccanti fuori, saporiti, ma mai salati, e pieni di mozzarella . Se chiudo gli occhi e mi concentro, riesco quasi a sentire il loro profumo mentre friggono ed il sapore stupendo che rilasciavano al primo morso. Purtroppo però, erano laboriosi, mio nonno li faceva di rado, ed io ero anche sciocca, mi piaceva mangiare, ma, aihimè, molto poco stare in cucina. La ricetta originale è quindi andata perduta, ed ora, ora, che la cucina è entrata così fortemente nella mia vita, ora che lavoro proprio per riscoprire il cibo perduto, non mi dò pace per aver perso per sempre proprio la ricetta dei supplì al telefono di nonno Adriano.

    I supplì al telefono, altro non sono che i più noti e nazionali supplì, chiamati così a Roma perché se aperti ancora filanti sembrano una cornetta del telefono. Erano il pranzo dei popolani, degli operai, e di quanti non avevano i soldi per mangiare in trattoria. Spesso fatti con gli avanzi del risotto del giorno prima, pieni di cose, ma anche molto molto grassi e calorici. Si mangiavano in piedi, ancora fumanti, e spesso così affamati che ci si bruciava il palato. Fino a 20 anni fa, a Roma, non c’era una sola rosticceria, pizzeria a taglio, friggitoria, o bar che non avesse appeso fuori il cartello: supplì al telefono.

    Ora, in epoca di grassi saturi, di diete zona, e di caccia alla strega per carboidrati e fritti, sono banditi anche dalla conversazione, figuriamoci dalle tavole.

    Io dedico a mio nonno, ed alla me stessa ancora bambina, questa riedizione della ricetta dei suoi supplì al telefono, che non è ovviamente nemmeno paragonabile all’originale, ma che comunque la ricorda molto.

    200 g di riso
  • 100 g di polpa di vitello tritata
  • 50 gr di animelle e fegatini di pollo
  • 1 mozzarella
  • 20 g di funghi porcini secchi
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costola di sedano
  • 4 pomodori pelati
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 3 uova
  • pane grattato
  • 2 cucchiai di grana grattugiato
  • farina, burro, brodo vegetale o di carne, olio per friggere, vino bianco secco, sale q.b.

    Soffriggere in olio extravergine di oliva e burro la cipolla, la costa di sedano e la carota (tagliati finemente), aggiungere la carne macinata e le interiora di pollo tagliate al coltello. Dare una spruzzata di vino bianco e lasciar evaporare. Aggiungere un paio di mestoli di brodo e lasciar andare a fuoco lento. Nel frattempo, bagnare in acqua calda i funghi porcini essiccati fino a farli rinvenire. Aggiungere al soffritto il concentrato di pomodori ed un po’ di brodo (se occorre). Far tostare in un padellino con un poco di burro il riso e portarlo poi a cottura nel tegame con il soffritto (fare attenzione che risulti ancora ben al dente). Aggiungere i pomodori pelati i funghi tagliati finemente, e l’acqua di rinvenimento degli stessi (filtrata con almeno 4 garze di cotone). Salare, far assorbire il liquido in eccesso, togliere il riso dal fuoco, aggiungere il grana e lasciarlo freddare.

    Prelevare una cucchiaiata abbondante di riso, mettere al centro 1 dadino di mozzarella, chiudere per bene e passare la crocchetta prima nella farina, poi nelle uova sbattute e per finire nel pane grattato e dargli la forma del classico supplì. Friggere i supplì in olio caldo, salarli leggermente in superficie e servili caldissimi, fumanti, anzi ustionanti.
si ringrazia www.davidlebovitz.com/ per la fotografia